Il Presepe di Flavio Leoni nei Sotterranei del Duomo di Orvieto

Le tinte del legno che si mescolano al rosso dello sfondo. Le sfumature del tufo che si alternano alle ombre della pietra e si lasciano avvolgere dai riflessi della luce che misurata esalta l’opera e il valore dell’arte.

Dopo un percorso quasi esoterico, misterioso e imponente la sagoma di Giuseppe appare lentamente. Maestoso nella sua prospettiva Giuseppe protegge quello che nell’avvicinarsi appare al visitatore. Il bambino, sospeso tra il padre e la madre in un asse che si incrocia nelle mani delle figure e raggiunge Maria, anch’essa semplice nella sua Santa straordinarietà.

Una natività semplice nella sua impostazione, ma ricca nell’offrire messaggi e interpretazioni è quella che l’Opera del Duomo ha commissionato per il Natale 2016 all’architetto Flavio Leoni. Lo scalpello dell’artista ha dato vita ad un imponente rappresentazione del famiglia Santa che all’interno dei Sotterranei del Duomo di Orvieto richiama molti visitatori.

“Ho tentato di fare una sintesi tra l’aspetto normale e usuale della famiglia di due giovani sposi e la enorme straordinarietà di questa famiglia”, ha spiegato lo stesso Leoni descrivendo la sua opera.

“E’ vero – continua l’architetto -, c’è un padre e una madre come in ogni famiglia che conosciamo. Ma c’è un padre a cui Dio ha parlato dandogli ordini precisi di comportamento e avvertimenti. Maria è una madre che vede Dio, sente la Sua voce costantemente, la sente nell’Annunciazione e poi la vede quando il suo corpo cresce; la vede nel suo figlio che cresce, vede Dio. Un personaggio unico nella storia del mondo, nato in modo da non essere obnubilato dalla superbia mentale del peccato originale. A fianco c’è il bambino che è un copro di neonato normalissimo nel quale Dio si incarna. Scende sulla terra, nasce e diventa un bambino che non sa nemmeno parlare, probabilmente sa solo piangere”.

Nel presepe di Flavio Leoni si coglie molto la volontà di un realismo figurativo che identifica i volti di Maria e Giuseppe in un due giovani figure. “Una verosimiglianza delle figure” che Leoni dice di “nascere” dalla sua “pratica scultorea”. “Le due figure – continua – sono figure riconoscibili, ma si avvicinano più a colonne doriche che a essere umani vestiti. Il bambino non sta nel presepe, la mangiatoia l’ho evitata. Il bambino c’è, è nato si è aperto il cielo ed è piovuto il giusto. Dio è venuto sulla terra”. Un messaggio di speranza che si tramuta in arte. “Con questo presepe- ammette Flavio Leoni – intendo fare quello che deve fare l’arte, cioè indicare qualcosa sottoponendolo alla meditazione alla visione degli altrui”.

Flavio Leoni, architetto e docente orvietano, arricchisce con un contributo nuovo di valore sociale la consuetudine di questo evento natalizio. Il suo progetto, infatti, è stato pensato e portato avanti come un’attività formativa e culturale rivolta ai detenuti della Casa di Reclusione di Orvieto, che hanno eseguito gli oggetti di supporto delle figure condividendo l’esperienza artistica e nello stesso tempo interiore.

Composto di tre personaggi scolpiti in legno, il presepe di Leoni rinnova una storia antica di speranza e di misericordia per l’umanità, valorizzando lo spirito e il messaggio del giubileo di Papa Francesco da poco concluso. Il presepe sarà visitabile ad ingresso libero fino a venerdì 6 gennaio, con orario 10-16.30 presso i Sotterranei del Duomo di Orvieto.