Paolo Crepet presenta "Baciami senza rete. Buone ragioni per sottrarsi alla seduzione digitale"

"Encantado" dalla facciata del Duomo, spiata dall'Altana del Museo Faina, Carlos Ruiz Zafón ha promesso un ritorno a Orvieto. Valerio Massimo Manfredi, l'archeologo fattosi romanziere, ha raccontato con "Teutoburgo" la storia mai narrata prima di due fratelli guerrieri. Poi, l'incontro con il napoletano Maurizio De Giovanni alla vigilia della messa in onda – lunedì 9 gennaio, nella prima serata dell'ammiraglia Raiuno – della serie "I bastardi di Pizzofalcone" ispirata ai suoi romanzi.

Quindi, Corrado Augias che ha dato voce a "I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale" raccontata come città del mistero e della meraviglia. Al poker d'assi schierato, prima di Natale, dalla Libreria dei Sette in collaborazione con il Comune, si aggiunge ora l'incontro con un altro protagonista della stagione libraria, appendice invernale per la 21esima edizione della rassegna letteraria "Il Libro Parlante".

Il 2017 si apre, infatti, con il ritorno di un altro gradito ospite d'eccezione. Psichiatra, sociologo e direttore della "Scuola per Genitori" Paolo Crepet sarà di nuovo nell'Atrio del Palazzo dei Sette – dove nel 2013 presentò "Impara a essere felice" – in veste di scrittore, giovedì 5 gennaio alle 17.30 per dialogare con l'attore, regista e conduttore tv orvietano Pino Strabioli a partire dal suo ultimo libro "Baciami senza rete. Buone ragioni per sottrarsi alla seduzione digitale" da poco pubblicato per i tipi di Mondadori, collana Strade Blu.

Un'analisi "appassionata ma libera da pregiudizi della condizione dell'individuo e dei rapporti interpersonali nel mondo digitale e interconnesso in cui oggi tutti viviamo, ma dal quale le giovani generazioni sembrano letteralmente rapite. Quasi che solo attraverso l'uso delle nuove tecnologie e dei social network sentissero di poter interagire, informarsi, far parte di una comunità, in una parola esserci".

"Questo libro – anticipa l'autore – nasce da una scritta vista su un muro di Roma: 'Spegnete Facebook e baciatevi'. Fantastica sintesi di un pensiero non conformista, un'idea appesa come una cornice in mezzo al fumo degli scappamenti, una finestra abusiva, una sfida all'arrancare quotidiano di milioni di formiche, tra casa e ufficio, tra palestra e centri commerciali, obbligate a connettersi e a essere connesse senza requie, senza pensiero, senza dubbio. Una protesta probabilmente vana, sommersa dalla forzata consapevolezza di poter comunicare solo attraverso la lettura di uno schermo o lo scorrere di parole scarne o di immagini che uno strumento tecnologico può e deve trasmettere senza soluzione di continuità".

Senza toni apocalittici, né demonizzazioni scontate. Ma nel tentativo di fornire un ombrello alla pioggia acida di commenti giornalieri e notifiche che sempre di più rendono caotica la realtà, distorta la sua rappresentazione, illusoria la sensazione di essere in profonda connessione. Nessuna atto di accusa a un presente che ha anestetizzato i pensieri, costringendo all'ascolto contemporaneo di quelli altrui. Piuttosto un invito a riscoprire la socialità, a vivere senza il filtro di uno schermo emozioni e sentimenti.

"Il mio scopo fondamentale – chiarisce – è cercare di continuare a discutere sulle conseguenze, volute o indesiderate, del grande cambiamento che le nuove tecnologie digitali stanno imprimendo alla nostra quotidianità. È il tentativo di sottolineare contraddizioni ed effetti collaterali di un nuovo mondo che si presenta non solo come l'ultima e più stupefacente rivoluzione industriale – quella digitale – ma, soprattutto, come una strabiliante e inattesa mutazione antropologica". Ingresso libero. E vivamente consigliato, non solo ai "nativi digitali".

Per ulteriori informazioni:
Libreria dei Sette – Mondadori Bookstore
0763.344436